Nuova comunicazione
sulla sostenibilità delle finanze pubbliche
Se riequilibrano i loro bilanci a medio termine gli Stati membri
dell’Ue potranno far fronte con maggiore tranquillità alla preoccupante
crescita del costo delle pensioni legata all’invecchiamento della popolazione.
Secondo una comunicazione al Consiglio ed al Parlamento europeo sulla
sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche nell'Ue, se raggiungiamo
questo obiettivo, il rapporto medio debito/Pil nell’Ue passerebbe entro il 2050
dall’attuale 63% a circa l’80%, mentre mantenendo le politiche attuali si
arriverebbe quasi al 200%. La comunicazione mostra che i rischi sono più
elevati per gli Stati membri che presentano forti squilibri di bilancio e
prevedono sensibili aumenti delle spese legate all’età. Ma fare fronte
all'impatto finanziario dell'invecchiamento della popolazione è una grande
sfida politica per l’intera Unione europea. La soluzione sta nel ridurre il
debito pubblico, aumentare il tasso di occupazione e migliorare la
produttività, portando avanti nel contempo la riforma dei sistemi
pensionistici, dell’assistenza sanitaria e delle cure di lunga durata.
“Se la maggior parte degli Stati membri non prenderà misure
rigorose per disinnescare la bomba ad orologeria rappresentata dalle pensioni,
il meccanismo esploderà tra le mani dei nostri figli e nipoti, che si
troveranno a doversi accollare un fardello assolutamente insostenibile. Questo
problema deve essere affrontato riducendo il disavanzo e il debito pubblico e
portando avanti la riforma dei sistemi pensionistici, dell’assistenza sanitaria
e delle cure di lunga durata. Sono stati realizzati alcuni progressi, ma sono
chiaramente insufficienti e il periodo durante il quale è ancora possibile
intervenire mentre la popolazione in età lavorativa ed i livelli globali
d'occupazione sono tuttora in aumento è ormai prossimo alla fine”, ha
dichiarato il commissario Joaquín Almunia, responsabile per gli affari
economici e monetari.
Con il calo dei tassi di fecondità, con l’andata in pensione
della generazione del baby-boom e l’aumento dell’aspettativa di vita, nel 2050
la popolazione dell'Unione europea sarà molto più vecchia, e questo costituirà
un carico insostenibile per le finanze pubbliche, come risulta da uno studio
della Commissione europea e del comitato di politica economica pubblicato nel
febbraio scorso.
La comunicazione adottata oggi dalla Commissione e lo studio
sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche nell'Ue che
accompagna tale comunicazione, mostrano quanto sono grandi i vantaggi che si
otterranno se si affronterà il problema riducendo il disavanzo ed il debito
pubblico e procedendo a riforme strutturali.
Secondo lo studio il divario di sostenibilità, cioè il divario
tra la posizione strutturale di bilancio nel 2005 ed una posizione di bilancio
sostenibile, a scenari invariati, sarà pari a circa il 3½% del Pil sia nell'Ue
che nell’area dell’euro. Per avere un termine concreto di riferimento, il
disavanzo strutturale nell'insieme dell’Ue nel 2005 era pari a circa il 2% del
Pil. L'eliminazione del divario di sostenibilità significherebbe passare da
questo disavanzo ad un'eccedenza strutturale pari a circa l’1½% del Pil.
Se ciascun paese riuscisse a raggiungere entro il 2010 gli
obiettivi di bilancio a medio termine (introdotti con la riforma del patto di
stabilità e crescita, vanno dall’equilibrio o dall’eccedenza per i paesi ad
alto debito/bassa crescita all’equilibrio o al leggero disavanzo per quelli con
basso debito e alto potenziale di crescita), l'aumento del debito pubblico
diminuirebbe, passando da una media Ue del 63% del Pil nel 2005 a circa l’80%
del Pil nel 2050. In caso contrario, in assenza di altre riforme, il rapporto
debito/Pil nel 2050 sarebbe quasi del 200%.
Lo studio mostra inoltre che se i tassi di occupazione, in
particolare per i lavoratori più anziani, aumentassero più di quanto previsto,
la sostenibilità di bilancio migliorerebbe sensibilmente.
Il
risanamento delle finanze pubbliche e l’attuazione di riforme offrono vantaggi
sicuri
Alcuni paesi hanno già finanze pubbliche sane e molti altri hanno realizzato
delle riforme, in particolare in materia di pensioni, in modo da raccogliere la
sfida. Questi paesi possono guardare al futuro con maggiore fiducia. Ma per la
grande maggioranza degli Stati membri c’è ancora molto da fare.
Sulla base dell'attuale posizione di bilancio e dell'aumento
previsto dei costi legati all'età, i paesi dell'Ue si possono dividere in tre
gruppi per quanto riguarda il rischio che grava sulla sostenibilità a lungo
termine delle loro finanze pubbliche:
- paesi ad alto rischio (in ordine alfabetico): Repubblica ceca, Cipro, Grecia,
Ungheria, Portogallo e Slovenia;
- paesi a medio rischio: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia,
Lussemburgo, Malta, Slovacchia, Spagna e Regno Unito;
- paesi a basso rischio: Austria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Lettonia,
Lituania, Paesi Bassi, Polonia e Svezia.
Il primo gruppo è caratterizzato da un aumento molto
significativo della spesa legata all'età nel lungo periodo, che richiede
l’attuazione di riforme. Tuttavia, in questi paesi è necessario e urgente anche
risanare il bilancio, in quanto la maggior parte di essi presenta forti
disavanzi (in particolare Grecia, Ungheria e Portogallo e, seppure in minore
misura, anche Repubblica ceca e Cipro).
Il secondo gruppo è costituito da paesi per i quali i costi
legati all’invecchiamento della popolazione sono significativi e richiedono
riforme strutturali (Spagna, Irlanda e Lussemburgo) e da altri che devono
risanare le loro finanze pubbliche nel medio termine (Germania, Francia,
Italia, Malta, Slovacchia e Regno Unito); l'Italia, in particolare, deve
impegnarsi affinché il rapporto debito/Pil, attualmente molto alto, segua una
traiettoria costantemente discendente. Il Belgio presenta caratteristiche di
entrambi questi sottogruppi.
I paesi del terzo gruppo in generale sono quelli che sono nella
posizione più favorevole per fare fronte all'invecchiamento. Tuttavia, un
rischio basso non significa “nessun” rischio per quanto riguarda la
sostenibilità di bilancio.
Una
strategia articolata su tre obiettivi
Per fare fronte agli effetti finanziari dell'invecchiamento della popolazione è
necessaria una strategia articolata su tre obiettivi.
In primo luogo, gli Stati membri devono raggiungere e mantenere
posizioni di bilancio sane e ridurre più rapidamente il debito pubblico.
Finanze pubbliche sane creano un circolo virtuoso costituito da bassi tassi
d'interesse e da una crescita economica forte e stabile.
In secondo luogo, gli Stati membri devono incrementare i livelli
d'occupazione, in particolare fra le donne ed i lavoratori più anziani, e
aumentare la produttività del lavoro. Nel 2005, il tasso d'occupazione nell'Ue
era del 63,8%, contro il 62,4% del 2000, ma ancora lontano dall'obiettivo del
70% concordato dagli Stati membri. Un’efficace messa in opera di misure che
aumentino l'occupazione e migliorino la produttività, in linea con gli
obiettivi della strategia di Lisbona, aumenterebbe il tasso di crescita
potenziale e migliorerebbe il livello di vita futuro, contribuendo al tempo
stesso alla sostenibilità.
In terzo luogo, i governi devono riformare i sistemi
pensionistici, l’assistenza sanitaria e le cure di lunga durata al fine di
garantirne la sostenibilità e l’adeguatezza. Le riforme realizzate in circa la
metà degli Stati membri hanno ridotto l'impatto finanziario dell'invecchiamento
della popolazione. Ma le riforme dei sistemi pensionistici saranno pienamente
efficaci soltanto se saranno accompagnate da un prolungamento della vita
attiva. Questo prolungamento permetterà una maggiore accumulazione di diritti
pensionistici ed avrà in futuro effetti positivi sul livello delle pensioni in
rapporto ai salari; per conseguire tale obiettivo saranno probabilmente
necessarie altre riforme strutturali.
12 ottobre 2006